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Tradizione

Il Saluto

La mano sinistra rappresenta il macrocosmo, le cinque dita rappresentano i cinque elementi:

KIM: metallo

MOC: legno

HOA: fuoco

THUY: acqua

THO: terra


thay sutruongI quattro spazi fra le dita della mano rappresentano le quattro direzioni: NORD, SUD, EST, OVEST.

La mano destra rappresenta l'uomo e il microcosmo, le cinque dita rappresentano i continenti, i quattro spazi fra le dita rappresentano i quattro oceani. La mano destra chiusa ed avvolta dalla mano sinistra rappresenta l'Essere Umano sottomesso alla legge dell'Universo.

Il Cerimoniale

Il cerimoniale non è specifico dell'arte marziale. Dai tempi più remoti, l'uomo ha sentito la necessità di determinare un insieme di regole che possano codificare lo svolgimento di una manifestazione. Tutte le manifestazioni pubbliche di una certa importanza, con o senza l'intervento di un personaggio famoso, seguono un protocollo di cerimonia.

Nel locale d'allenamento, il QWAN KI DO SINH lavora per sviluppare le qualità di coraggio, di grandezza d'animo e le qualità fisiche. Nel momento in cui entra nel club, fa una scelta; con il superamento della porta del VO DUONG il praticante lascia di fuori i problemi quotidiani rompendo con la dipendenza, il condizionamento e con ogni artificio che lo accompagna.
Presentarsi ai corsi di QWAN KI DO implica che il praticante si impegna a rispettare il regolamento interno del Club (tenuta, saluti, silenzio) e a rispettare l'etichetta.

Accettare l'etichetta significa affermare il proprio desiderio di apprendere, di auto regolarsi. E' la "Regola del gioco" liberamente accettata, l'etichetta è essenziale e risponde a svariati obbiettivi.

Il Saluto del Qwan Ki Do

saluto-in-piediL'atto cerimoniale del saluto, è ancorato nella civiltà asiatica. In Viêt Nam, per esempio, esistono una decina di diversi saluti secondo le circostanze o la persona che si desidera onorare.

Nel QWAN KI DO come nella maggior parti delle arti marziali, ritroviamo le medesime sfumature con i diversi saluti.

NGHIÊM BAI o saluto in piedi

Il saluto "Nghiêm Bai" che è stato mantenuto nel QWAN KI DO ha un profondo significato.

Il QWAN KI DO si traduce come via di ogni energia. Il saluto "Nghiêm Bai" è la materializzazione di questa definizione.

Il fondamento del lavoro energetico attraverso la respirazione è il "Thô Cô, Nhâp Tân". Questo concetto di "Vuoto e di pieno: Thô, Nhâp" è simboleggiato dalla mano sinistra aperta (il vuoto, aspetto negativo AM) e dalla mano destra chiusa (il pieno, aspetto positivo DUONG) .

La dualità di questi due poli: Il vuoto (negativo, AM) e il pieno (positivo, DUONG), genera il principio di KINH DICH o legge della mutazione.

Unendo le mani, il praticante di QWAN KI DO evoca l'essenza di tutta una scienza antica, vecchia di più di 50 secoli. Contemporaneamente testimonia l'esistenza millenaria dell'arte marziale con il pugno chiuso (il pieno), che rappresenta la forza, la potenza, l'agitazione e la mano aperta (il vuoto) che rappresenta il gesto di pace, la fine dell'aggressione, il segno del perdono.

La cerimonia del saluto "Bai" così semplice nella sua esecuzione, non è quindi un atto banale e privo di senso, ma al contrario, quando fa il saluto "Bai", il praticante deve essere cosciente del fatto che mostra a sé stesso e agli altri iniziati, che l'arte del combattimento non ha solo lo scopo di abbattere l'avversario… Ma la legge della mutazione esige sempre l'esistenza simultanea di due cose opposte e complementari in tutti i campi. Cioè il risveglio della personalità, o cammino dal vuoto al pieno, contiene anche il principio dal pieno al vuoto.

Riassumendo il saluto "Bai" del QWAN KI DO è per l'allievo un segnale ed una guida, e trova la sua pienezza nel cammino della vittoria che il Fondatore di questo metodo chiama spesso come "La Via della Serenità".

Come salutare
Il pugno destro chiuso e la mano sinistra aperta riunite, gli avambracci orizzontali, inclinare leggermente il busto in avanti. La testa resta nel prolungamento del busto e lo sguardo fissa la persona o il luogo salutati.

Quando bisogna salutare - "BAI"

BAI-MÔN - prima di entrare o di uscire dal locale d'allenamento.

Rendete omaggio al luogo d'allenamento e contemporaneamente a tutti i grandi Maestri che hanno trasmesso il loro sapere nell'ambiente privilegiato che è il VO DUONG(luogod'allenamento).

DÔNG-BAI - di fronte al compagno.

Quando volete lavorare o quando avete terminato un esercizio con lui.

BAI SU - di fronte all'insegnante, al suo assistente.

All'entrata e all'uscita del corso (gratitudine e rispetto), ma anche se domandate un'informazione. In questo caso la tradizione insegna che l'allievo deve restare in posizione "CHUÂN BI", per testimoniare l'attenzione rivolta alla spiegazione data.

BAI TÔ - prima di un Thao Quyên.

Non eseguire questo saluto se il Fondatore del metodo è presente al corso poiché questo saluto, è prima di tutto, un omaggio ai Maestri defunti, che hanno fatto progredire l'arte marziale ma onora anche il Fondatore del metodo.

Prima di eseguire un Thao Quyên, unite le mani inclinando il busto leggermente in avanti. Secondo il Thao Quyên il saluto differisce e simboleggia così la specificità della scuola.

saluto-in-ginocchioLÊ TÔ o il saluto in ginocchio.

Più cerimonioso, il saluto in ginocchio "LÊ TÔ" si fa in circostanze molto particolari.

Come salutare?

In piedi "CHUÂN BI" piedi uniti, al segnale "XUÔNG" portare il ginocchio destro a terra mantenendo il busto verticale e le mani posate sul ginocchio.

"XUÔNG" portare poi il ginocchio sinistro, riunire gli alluci e sedersi sui talloni mantenendo la testa e il busto diritto.

"NGHIÊM LÊ" unire le mani davanti a se e posarle a terra.

"LÊ", inclinare il busto e portare la fronte sulle mani.

Al segnale " LÊN ". Raddrizzare il busto. Al secondo segnale " LÊN " portare il piede destro in posizione verticale. Alzarsi portando la gamba destra al livello della sinistra.

Quando bisogna salutare - " LÊ TÔ "

Di fronte al ritratto del grande MAESTRO Châu Quan Ky

  • Alla fine di grandi manifestazioni (cerimonie di fine seminari internazionali o  nazionali per esempio), i praticanti eseguono il saluto in ginocchio per rendere omaggio ai Maestri defunti tra cui il Grande Maestro CHÂU QUAN KY.
  • Di fronte al fondatore del metodo o agli insegnanti
  • Il saluto reciproco in ginocchio di fronte al Fondatore del metodo o all'insegnante ha un profondo significato. Da questa testimonianza tradizionale, il Fondatore o l'insegnante accetta questa formula di gratitudine, e invia, rispondendo al saluto, l'ammissione nelle file degli allievi diretti.

Il saluto con l'arma tradizionale

saluto-armaIn questo caso, il saluto è diverso per ogni tipo di arma tradizionale usata… e secondo il metodo d'origine.  Si può salutare in piedi, seduti sui talloni o con un ginocchio a terra.

Abitualmente l'arma tradizionale si tiene a sinistra,  ma può essere posta davanti a sé, come per esempio la sciabola.

Nei disegni è mostrato il saluto QWAN KI DO eseguito con il Bastone lungo "Bông Phap". E' lo stesso per le altre armi tradizionali quando il saluto precede un combattimento.


 

IL RISPETTO
Come si può intraprendere, con lo spirito libero un sentiero oscuro, senza che si abbia fiducia assoluta in colui che ci guida?

Il vostro Maestro o il vostro Istruttore diventa allora indispensabile sarà la vostra guida in una progressione difficile e disseminata d'ostacoli più o meno visibili.

scritta-per-rispetto

Grazie a Lui, sarete a poco a poco guidati verso il cammino della saggezza…

Come voi egli è stato allievo, come voi ha avuto dei momenti difficili, egli stesso ha acquisito un'esperienza e della conoscenza.

Rispettate il vostro Maestro o Istruttore per tutto ciò che egli ha fatto prima di voi, per i lunghi periodi che ha attraversato, per le sofferenze che ha subito, per tutte le prove che ha affrontato, infine per tutto ciò che vi ha portato.

Infatti, qualunque siano le vostre riuscite nell'arte marziale, nei vostri incontri, è al vostro Maestro o Istruttore che voi lo dovrete.

Il vero praticante è colui che ha un profondo rispetto per le cose in apparenza insignificanti, quali il "Saluto", il "Vo Phuc" perché sono un simbolo unico per tutti i praticanti.
Il presente è la somma vivente di tutto il passato, perciò questo rispetto non farà altro che riflettere il riconoscimento di coloro che hanno gettato e fatto germogliare le radici profonde del Qwan Ki Do, e steso sulla terra i suoi rami benefici.
Così il saluto non è più un atto automatico ma diventa una vera piccola cerimonia, la forma non conta più, ma il fondo prende il suo vero valore…
In estremo oriente i praticanti moltiplicano le note di simpatia e di rispetto verso il loro Maestro o il loro Istruttore e verso gli anziani della palestra; è normale vedere un Istruttore IV° Dang negli spogliatoi, piegare con venerazione il vo phuc di un VI° Dang o vedere un prestigioso campione ascoltare a testa bassa i consigli di un vecchio Maestro.

I DIECI PRINCIPI
Raggiungere l'alto livello tecnico del QWAN KI DO coltivando lo spirito della fatica, la perseveranza, la fiducia in sé e il rispetto degli altri, conformemente allo spirito ancestrale dell'Arte Marziale.

  • Curare il corpo e lo spirito per sé e per gli altri, non per nutrire la propria vanità e il proprio orgoglio.
  • Praticare le virtù morali che sono alla base del QWAN KI DO: Rettitudine d'animo, Probità, Gratitudine, Semplicità, Modestia e Tolleranza.
  • Sviluppare il QWAN KI DO secondo le nobili tradizioni millenarie trasmesse da Maestro a Maestro. Non tradire mai questo spirito per meschinità individuale che porta a seminare la maldicenza, la scissione o la dissidenza nel metodo.
  • Coltivare il rispetto verso i graduati, gli insegnanti, i dirigenti e lo spirito di fratellanza tra gli associati.
  • Considerare la pratica dei combattimenti marziali o gli assalti liberi come mezzo per progredire e non come un fine a sé.
  • Non far uso dell'Arte Marziale che in caso di legittima difesa.
  • Applicare rigorosamente i regolamenti stabiliti dalla World Union of QWAN KI DO, onorare lo spirito ancestrale.
  • Perfezionarsi attraverso l'autocritica. Frequentare i corsi assiduamente, rispettare l'igiene e le condizioni d'ammissione alle organizzazioni nazionali di QWAN KI DO.
  • Rispettare tutte le Arti Marziali.

Il TERMINE MAESTRO

Dai Su : Grande Maestro, o Venerabile

Thày o Thày Vo : "Maestro di Arti Marziali" .

Questo termine designa il praticante insegnante che ha raggiunto il livello di padronanza dell'arte marziale, ha ricevuto inoltre la propria formazione da un maestro del metodo, che lo ha riconosciuto per testamento come successore del metodo. In quanto tale, è riconosciuto dai suoi pari come erede del Maestro, e può quindi portare il titolo di Thày o Thày Vo.

Conosce l'arte marziale Vietnamita, in tutta la globalità: fisica e tecnica, conoscenza della filosofia della cultura vietnamita (Vo Ly) e padronanza della medicina tradizionale (Vo Y)

In più la filiazione scolastica implica la nozione dell'esistenza della linea riconosciuta da "Thày o Maestro" dall'autorità del paese. Per esempio, "Dai Su o Grande Maestro" CHAU Quan Ky, discendente dalla linea delle arti marziali dei CHAU (vedi storia del Maestro CHAU Quan Ky).

Vo Su:
Praticante di alto livello, o insegnante
titolare in arti marziali

Su Phu:
Maestro e padre spirituale in arti marziali.

Huân Su:
Istruttore, formatore, educatore.

Vo Si:
Competitore in arti marziali.

Giao Su: Insegnante dell'educazione nazionale, o
professore.

 


 

I PRATICANTI I rapporti tra i praticanti

Tra i praticanti i rapporti sono di cortesia e di rispetto. La gerarchia tecnica predomina su ogni distinzione di ordine sociale o fisico. Il debuttante deve imparare tutto dal suo superiore e considerarlo di conseguenza. Il posto occupato dal praticante, al momento del saluto collettivo, ha un'importanza molto particolare, i praticanti si posizioneranno di fronte all'Insegnante, il grado più alto sarà posizionato alla sinistra dell'Insegnante e a scalare in ordine di grado si posizioneranno gli altri. In ogni caso, il praticante esprime la propria riconoscenza verso il suo compagno:

  • Salutandolo prima e dopo un concatenamento tecnico o un combattimento
  • Lavorando allo stesso ritmo del compagno, specie se meno esperto
  • Aiutandolo in caso di difficoltà
  • I rapporti tra insegnante e praticanti

La consuetudine insegna a ognuno a trovare il proprio posto, a porsi di fronte agli allievi e anche di fronte all'insegnante. Nel locale di allenamento, la persona con cui conversavano famigliarmente qualche minuto prima, diventa l'insegnante che sta per guidarci nelle progressioni.

Se non deve apparire come una istanza superiore, inaccessibile, censoria e repressiva, non può neanche lasciar sviluppare un'atmosfera di famigliarità. L'attuazione istantanea dei consigli dati, il silenzio osservato al momento delle spiegazioni, il saluto che precede e segue ogni intervento dell'insegnante, sono testimonianze di riconoscenza verso colui che ci dedica del tempo per insegnare l'Arte Marziale QWAN KI DO.

Il debuttante terrà a mente che l'insegnante è prima di tutto un praticante che prosegue il proprio allenamento, che conosce la proprie lacune e le colma attraverso una pratica regolare.

Il rispetto della forma impone al praticante un'attenzione sostenuta e sviluppa la vigilanza, la disponibilità fisica e mentale. La forma varia da metodo a metodo, ma i principi che la reggono sono immutabili.

LA CONDOTTA DEL PRATICANTE

Durante il corso, il praticante si impegna a rispettare le seguenti regole:

  • Conformarsi ai 10 principi fondamentali del QWAN KI DO.
  • Rispettare la pulizia dei locali usati.
  • Rispettare il divieto formale di fumare nell'ambiente e nel locale d'allenamento.
  • Il VO PHUC (Tenuta nera del QWAN KI DO) deve esser pulito e non dovrà avere cattivo odore né essere macchiato né scucito o slavato.
  • Entrare nel locale d'allenamento con mani e piedi puliti. Le unghie delle mani e dei piedi saranno tagliate con cura.
  • Togliere ogni oggetto che rischia di provocare una ferita:anelli, orologi, collane, braccialetti, piercing…
  • Rispettare gli orari dei corsi, e in caso di ritardo aspettare al bordo del locale l'autorizzazione dell'insegnante per entrare.
  • Salutare il luogo d'allenamento entrando ed uscendo. Fare il saluto anche prima e dopo il corso.
  • Osservare il silenzio assoluto durante l'allenamento (spegnere il cellulare, salvo casi eccezionali da segnalare all'istruttore).
  • Segnalare all'insegnante, le difficoltà fisiche o le ferite prima di ogni allenamento.
  • Raccogliere i capelli lunghi con un nastro di 5 cm di larghezza.
  • Avere una postura corretta in piedi o seduti (gambe incrociate o seduti sui talloni).
  • Per riannodare la propria cintura nel locale d'allenamento, mettersi in posizione "ginocchio a terra".
  • Durante il corso, non lasciare il locale d'allenamento per nessun motivo (neanche per dissetarsi o altro) senza l'autorizzazione dell'insegnante. Non consumare ne cibi ne bevande. Tutte le bevande alcoliche sono assolutamente proibite

VO PHUC La Tenuta di Qwan Ki Do

La tenuta del praticante di QWAN KI DO (Vo Phuc Quan Khi Dao) è stato concepito dal Maestro PHAM XUAN Tong, e riflette la tenuta tradizionale vietnamita Ao Thày Dô. La tenuta si compone di:

Una veste e di un pantalone nero (Vo Phuc)
Una cintura differente secondo i gradi (Dai)
Stemma ufficiale del QWAN KI DO (Phu Hiêu Quan Khi Dao) cucito sulla parte sinistra del Vo Phuc a livello del cuore.

Uno stemma che identifica l'organizzazione nazionale o il club è permesso sulla manica destra del Vo Phuc.

La tenuta è nera. Questo colore simbolizza questa nostra terra, per ciò che concerne la "nostra vita materiale", e quella dell'acqua o colore degli abissi per ciò che concerne il nostro "spirito". La nostra tenuta riflette anche il tutto del principio delle polarità : Am e Duong o Yin e Yang

Thuong Dang - Livello Alto Trung Dang Livello Medio Ha Dang Livello Basso

 


 

Sistema dei gradi o livello di conoscenza

In altri tempi, il sistema delle cinture colorate usato attualmente, non esisteva e numerose Scuole Tradizionali del Viêt Nam riconoscevano solo tre livelli :

1) SO DANG o NHAP MON Iniziazione
2) TRUNG DANG o TRUNG MON Livello Medio
3) THUONG DANG o DAI MON Livello Alto

Altre Scuole utilizzavano il colore della loro tenuta (Vo Phuc) o il numero delle tasche disposte sulla tenuta, o il colore dei foulards portati attorno al collo o ancora delle frange sulla cintura, questo per differenziare il grado di conoscenza e d'esperienza degli allievi.


Nel QWAN KI DO o QUAN KHI DAO , il sistema tradizionale dei gradi secondo la scienza tradizionale di Dai Hoa Luu Hành è stato mantenuto come è stato ereditato dai grandi Maestri. Ha tuttavia subito qualche adattamento minore per essere in armonia con lo spirito occidentale.

1 - NHAP MON o iniziazione

Cinque livelli in questa categoria. Durante la sua iniziazione, il debuttante porta una larga cintura bianca sulla quale il livello detto "Cap" è materializzato da una striscia rossa per i bambini o blu per gli adulti.
Il tempo tra un passaggio di grado e l'altro è di 9 - 10 mesi (una stagione sportiva circa), come funzionano i gradi in questa categoria :

1) DEBUTTANTE: corrispondente a Vô Cuc (il vuoto, l'infinito, rappresenta l'inizio dell'esistenza).

2) CAP MOT: Prima Striscia Blu , corrispondente al Thai Cuc (Genesi della Mutazione, è anche la conoscenza del primo elemento).

3) CAP HAI: Seconda Striscia Blu, o Luong Nghi (apparizione e duello tra le due polarità, Am e Duong, tecnicamente rappresenta la lateralità corporea, e l'armonia tra le parti superiore e inferiore).

4) CAP BA: Terza Striscia Blu o Tu Tuong (I quattro punti cardinali applicazione ai quattro arti del corpo)

5) CAP BON: Quarta Striscia Blu o Ngu Hành (i cinque elementi, distinzione tra il corpo e le straordinarie capacità dei nostri quattro arti)

Dopo quattro anni di pratica regolare, e l'ottenimento dei quattro "Cap" (strisce) , l'evoluzione del livello permette al praticante di presentarsi all'esame di Cintura Nera, il TRUNG MON o livello medio (età minima 16 anni).

2 - TRUNG MON o Livello Medio

Un anno dopo dell'esame per il passaggio al Livello Medio, il praticante è autorizzato a presentarsi al primo esame di TRUNG MON dove i termini di Nhât Dang, Nhi Dang o Môt Dang, Hai Dang sono stati adottati per simboleggiare i diversi gradi di questa categoria di HUYEN DAI (Cintura Nera con bordo rosso):

KIEN : grado n°1 o Nhât Dang o Môt Dang
DOAI : grado n°2 o Nhi Dang o Hai Dang
LY : grado n°3 o Tam Dang o Ba Dang
CHAN : grado n°4 o Tu Dang o Bôn Dang
TON : grado n°5 o Ngu Dang o Nam Dang

Il tempo minimo per il passaggio tra ogni grado o Nhât Dang, Nhi Dang…(Môt Dang, Hai Dang…) è fissato dal Regolamento Tecnico della WORLD UNION of QWAN KI DO. Tutti i candidati accettati all'esame , a partire dal 3° Dang, devono essere approvati dalla Commissione Mondiale dei gradi

3 - DAI MON o Livello Alto

Gli HONG BACH DAI: Cintura di colore Rosso e Bianco, con il bordo Giallo.

KHAM : grado n°6 o Luc Dang o Sau Dang
CAN : grado n°7 o Thât Dang o Bay Dang
KHON : grado n°8 o Bat Dang o Tam Dang

4 - SIEU DANG o Livello Esperto

Il Siêu Dang è il grado che è rilasciato ai praticanti veterani che hanno sacrificato tutta la loro vita al servizio del Metodo Qwan Ki Do e dell'Arte Marziale. Il grado è simboleggiato da una cintura di colore Bianca bordata di colore Giallo e con una striscia Rossa al centro.

DICH : grado n°9 o Cuu Dang o Chin Dang
DAO : grado n°10 o Thâp Dang o Muoi Dang

5 - CHUONG MON DAI

La Cintura del CHUONG MON DAI è stata trasmessa tradizionalmente di generazione in generazione e questa è stata trasmessa per testamento dal Maestro CHAU Quan Ky al Maestro PHAM XUAN Tong.
Questa Cintura, superiore al sistema di gradi del Qwan Ki Do, è la garante dell'etica e della autenticità del Metodo . Secondo il principio di Dai Hoa Luu Hành, è posta alla posizione "Que Khôn" e simboleggia la "Teoria dell'Eterno Ricominciamento".
Essa è composta di quattro righe che rappresentano i quattro colori delle virtù tradizionali:

1) La riga Blu è posta sul bordo della Cintura
Il Colore Blu rappresenta la Bontà e la Volontà.

2) La riga Gialla viene in seconda posizione
Il Colore Giallo rappresenta la Lucidità e la Chiaroveggenza.

3) La riga Rossa copre tutta la Cintura
Il Colore Rosso rappresenta il Coraggio e la Combattività.

4) La riga Bianca è posta al centro della Cintura
Il Colore Bianco sintesi di tutti i colori e simbolo della Purezza.

Giuramento d'onore

Dai tempi antichi fino ai giorni nostri, i giuramenti d'onore, secondo gli orientamenti di ogni organizzazione, sono dei privilegi per chi ne beneficia. Sia in cerimonie dello stato, religiose, militari o mediche, i giuramenti d'onore sono onnipresenti per ricordare a tutti i diritti e i doveri da rispettare.

La cintura nera rappresenta, nella nostra disciplina l'inizio di un buon livello di conoscenza delle tecniche d'arti marziali; ma questa conoscenza potrebbe essere usata in circostanze scorrette denaturando così il principio fondamentale del QWAN KI DO.

La prudenza e lo spirito cavalleresco vogliono ricordare, da questo livello, i diritti e i doveri di questa conoscenza e perpetuare la tradizione culturale della nostra nobile arte.

Dall'esame di Cintura Nera, il praticante deve giurare di preservare il carattere tradizionale e l'autenticità del metodo QWAN KI DO - QUAN KHI DAO:

Mi impegno sul mio onore, a rispettare il giuramento, quindi pubblicamente proclamo:

Mi impegno a non utilizzare mai il QWAN KI DO o QUAN KHI DAO per uno scopo illegittimo.

Mi impegno a rispettare la tradizione, i 10 principi fondamentali, i regolamenti, il programma, i dirigenti e il Fondatore del metodo.

Mi impegno a portare avanti il rispetto e il valore della riconoscenza.

Mi impegno ad onorare lo spirito cavalleresco, a rifiutare il cattivo spirito di dissidenza o di scissione.

Mi impegno a forgiare la volontà, la confidenza in sé stessi e l'onestà.

 


 

AM e DUONG

Il Principio delle Polarità - CUONG NHU TUONG THÔI

"Armonia incessante tra la Forza Fisica e l'Energia Vitale o tra la Forza e la Morbidezza"

Questo principio è una delle applicazioni dell'antica scienza della mutazione di AM (YIN) e di DUONG (YANG).

AM regola l'energia interna, l'agilità, la destrezza, la ricezione, la ritirata, la morbidezza
DUONG regola la forza, l'attacco, il colpo…

Tranne che in rare circostanze, il praticante non deve opporre una reazione " ÂM " ad un attacco " ÂM " e inversamente, il che presuppone una grande padronanza tecnica.

Una lettura approfondita di questo messaggio indica che il praticante, deve accettare ogni aspetto del combattimento o di un assalto libero, e capire il "rovescio della medaglia". Se combatte con l'intenzione di toccare realmente o di ferire il suo compagno, dovrà ammettere che lui stesso potrà subire un'identica sorte. Al contrario, se combatte con l'intenzione di progredire verso una migliore conoscenza di sé, la vittoria o la sconfitta diventeranno due aspetti positivi della sua ricerca.

Questa armonia, presuppone l'apprendimento del combattimento o dell'assalto libero in ogni forma, e permette di distinguere il vero valore del sincero praticante dalla violenza della combattività.
"Chi semina vento, raccoglie tempesta"!

L'arte marziale diviene quindi un maggior supporto, che fa di ogni praticante un amico sincero degli uomini, e non un nemico più forte tra i nemici!

Am duong2

Se il QWAN KI DO assicura al praticante assiduo e sincero una eccellente condizione fisica, un miglioramento delle facoltà fisiche e mentali, lo conduce anche progressivamente ad una presa di coscienza obbiettiva di sé stesso in confronto al gruppo nel quale vive, e lo prepara a raggiungere lo scopo di quest'arte marziale: la SERENITA'.

AM - DUONG - Negativo e Positivo

"Tempo fa, il fuoco e la luce si disputavano nello spazio immenso. Allora il fuoco era nero e la luce bianca era fredda come l'inverno. Quando il fuoco passava, c'era un incendio di colore scuro; quando la luce appariva,si ghiacciava. Non si aveva estate, i fiori non sbocciavano, gli uccelli non cinguettavano…Tutto restava tetro, sterile e la terra non era altro che un vasto caos al di sopra del quale continuava l'eterno combattimento dei due avversari irriducibili…Ma ecco che all'improvviso, stanchi di litigare inutilmente per avere l'impero del mondo, i due nemici gridarono: PACE!… E, lanciandosi uno contro l'altro, non più con odio ma con slancio d'amore, il fuoco e la luce si abbracciarono. Subito, la luce bianca divenne ardente ed il fuoco nero apparve abbagliante. La terra sorrise e lungo i suoi fianchi senti sussultare la primavera, poiché nel mezzo del vecchio campo di battaglia diventato il campo blu della pace e della riconciliazione, c'era un grande Sole d'Oro".

Questa favola ci rivela l'armonia è il riflesso del dualismo universale chiamato "AM e DUONG" (negativo e positivo). Sono i due grandi concetti che governavano e organizzano la natura. (es. il bene e il Male). Così, un essere visto attraverso le sue qualità è ammirevole, ed i suoi difetti che ci colpiscono non sono che il rovescio della medaglia che noi ci dimentichiamo di voltare.della grande legge dei contrasti che è una degli splendori di questo mondo, noi troppo spesso ne facciamo un'origine di malintesi, invece di rallegrarci di essere dissimili allo scopo di armonizzarci in un più potente accordo. La diversità delle note nella musica, dei colori dell'arcobaleno sfocia nella meraviglia delle varietà e nello scandalo della bruttezza e della cacofonia.

L'uomo e la donna non sono forse due contrari la cui armonia è l'attrattiva? E' lo stesso per la notte, il giorno, il freddo, il caldo, la materia e l'antimateria, il Cuong e il Nhu (la forza e la docilità), del Qwan Ki Do.

L'educazione deve sviluppare simultaneamente; l'iniziativa ed il rispetto, la convinzione e la tolleranza, il progresso e la tradizione, lo spirito della scienza e lo spirito della fede, l'altruismo e l'individualismo. L'inquietante seduzione della musica risiede nella fusione strana di due estremi, che sono le leggi matematiche della musica e l0immaginazione libera e creatrice dell'uomo.

Ugualmente la poesia è una sintesi: unione tra le costrizioni della forma e la dilatazione dell'anima. Legge e libertà sono lo stesso intimamente legate, se uno dei termini scompare, si diventa schiavi o libertini. Nell'arte marziale, la filosofia isolata dall'azione inaridisce; ugualmente l'azione separata non è altro che un'agitazione vana.

Si dimentica troppo spesso che le idee giuste diventano false nel momento in cui sono presentate allo spirito separato da quelle che devono servire da completamento e non è saggio dire una verità quando si può dirne due. E' pericoloso mostrare all'uomo la sua miseria nella sua grandezza o la sua grandezza nella sua miseria. Ma è molto vantaggioso mostrargli sia l'una che l'altra. Ed è così per tutti i contrari. Perciò il pessimismo non è una buona cosa se non con l'ottimismo. Bisogna dunque che le variazioni successive si equilibrino nello spirito umano. La verità è sempre l'unione di due errori che si compensano uno con l'altro. L'uomo si concentra sia con la meditazione sia con l'azione, ma bisogna lottare per raggiungere un ideale morale che cerca la luce tra le cose.

 

AM - Negativo DUONG - Positivo
Femminile
Notte 
Forza centrifuga 
Espansione 
Dilatazione 
Freddo 
Aspro e dolce 
Suono acuto 
Modo minore
 Maschile
Giorno 
Forza centripeta 
Contrazione 
Stringimento 
Caldo 
Salato e amaro 
Suono grave 
Modo maggiore
COLORI COLORI
Viola
Indaco
Blu
Verde
Rosso
Arancione
Giallo
FORME FORME
Verticali
Alte
Morbide
Leggere
Orizzontali
Rannicchiate
Pesanti
Tarchiate
SENSI SENSI
Vista 
Udito
Tatto
Gusto

L'eccesso di AM produce DUONG e inversamente. Le forme, forze, qualità, gusto… opposte sono complementari e terminano nell'Unità. 

Le forze contrarie sono indispensabili se si vuole raggiungere l'armonia: legge e libertà, filosofia e azione.

LA CONCEZIONE DI AM e DUONG

E' necessario mettere alla luce del giorno le poche nozioni fondamentali delle scienze tradizionali dell'Estremo Oriente, che trattano la legge di Mutazione tra l'AM (negativo) e il DUONG (positivo).
Queste nozioni provengono da antichi testi di saggi dei tempi immemorabili..

VO CUC L'infinito

THAI CUC Origine dell'esistenza, genesi della mutazione

Secondo il principio di mutazione, l'origine dell'universo è un Vuoto indefinibile, spesso rappresentato da un Cerchio, questo è il THAI CUC.

LUONG NGHI Opposizione dei 2 elementi AM e DUONG

In questo vuoto indefinibile, due germi s'affrontano e generano l'Universo: l'AM e il DUONG.
L'aspetto AM è inerte, freddo, oscuro, morbido e rappresenta la femminilità, AM è nato al sud e si trova verso il lato diritto; esso è rappresentato dal tratto discontinuo.

L'aspetto DUONG è al contrario dinamico, caldo, smagliante,chiaro forte e rappresenta la mascolinità, il DUONG è nato al nord e si trova sul lato sinistro; il tratto continuo governa DUONG.

TU TUONG (I quattro elementi, quattro simboli, quattro direzioni)

Quando DUONG è nello stato do mutazione, in DUONG appaiono i germi di AM, chiamato THIEU AM.
Parallelamente lo stato di mutazione di AM fa nascere il germe di DUONG chiamato allora TIEU DUONG.

THAI DUONG lo stato di mutazione di DUONG
THAI AM lo stato di mutazione di AM
THAI DUONG causa THIEU AM
THAI AM causa THIEU DUONG
BAT QUAI Gli otto QUAI o KWAI

IL DAO O LA VIA L'Intelligenza e il Sentimento

scritta-per-filosof.1

Aprire il cuore a tutti i sentimenti nobili, l'intelligenza a tutte le idee elevate è offrirsi interamente alla felicità.
I più fortunati sono quelli che aprono totalmente la loro anima alla felicità, poiché è come aprire gli occhi per percepire meglio la luce. Risvegliate le disposizioni naturali che l'essere umano possiede per il piacere della natura, che conosce dalla nascita, ma che passano inosservate a causa della routine della vita.

I piaceri dello spirito hanno come vantaggio totale ed intrinseco il fatto che non sono alla mercé della potenza che si compra con il denaro. La vita moderna universalizzata offre numerose occasioni di coltivare l'intelletto, fortunatamente ciò che è più caro non è necessariamente il più bello. Ma è ciò che non si può perdere che è magnifico! Non esistono ladri che possano rubare i piaceri dello spirito né distruggerlo.

La povertà ci può privare dei beni materiali, metterci a disagio, abbandonarci all'ingratitudine o alla critica del mondo. Ma non può toglierci il godimento intellettuale, la gioia estetica, morale e molte altre cose che sono ancorate nella coscienza e nel nostro cuore, che non si possono estrarre senza distruggere l'essenza della nostra esistenza.

La logica ci mostra che l'indigenza e l'impossibilità di sfruttare tutti i piaceri che il denaro ci permette, sono delle carte vincenti per gioire dei piaceri intellettuali o sentimentali. l'individuo staccato dalla materialità di questo mondo può raggiungerli, per quanto elevati e puri siano, poiché il suo spirito è libero dai legami dell'interesse e dell'eroismo.

Di conseguenza, questi godimenti intellettuali, di cui nessuno ci può privare, offrono il vantaggio di dimostrare quanto sia facile estrarre dalle cose più ardue ed ingrate, qualcosa di bello. Così dal pennello del pittore, dallo scalpello dello scultore, nascono opere artistiche meravigliose, anche se si ispirano a soggetti puerili!

Incalcolabili sono i tesori di felicità che la vita dà a chi sa estrarli, perché nella vita tutto è motivo di gioia, come nel commercio tutto ciò che è o sembra insignificante produce commercio.

Come l'astronomo raggiunge le stelle più lontane, con l'aiuto del telescopio, come il biologo, con il microscopio studia gli esseri infinitesimali, togliendo il velo che nasconde le meraviglie del mondo macroscopico e microscopico, l'uomo che possiede la scienza dell'intelligenza e del sentimento può raggiungere la conoscenza suprema della terra, la scienza della felicità. Scopre continuamente sfere di felicità che giacciono in un universo profondo, oscuro, palpitante, pieno di mistero.

Ci resta sempre qualcosa da scoprire, tanto nella vertiginosa corsa alle invenzioni scientifiche, come nella via più lenta e faticosa da penetrare per arrivare alla felicità dell'essere umano.

La felicità e la serenità assomigliano all'immensità degli oceani dove l'essere umano attingerà invano, se cerca di svuotarli.

Maestro PHAM Xuân Tong

Il pensiero tradizionale

Nel QWAN KI DO, le parole "pensiero o spirito", non sono termini vaghi o privi di senso che ogni insegnante può interpretare a modo suo.

E' difficile riassumere in poche righe, tutta una struttura di pensiero ben stabilita, che tratta la concezione dell'Universo tramite il microcosmo e il macrocosmo (Kinh Dich), le relazioni e i principi dei 5 elementi (Ngu Hành), dell'essere umano e del suo prossimo, della teoria dell'energia, dell'armonia di tutte le cose ecc…

Comunque è bene ricordare che il QWAN KI DO punta alla formazione di un individuo equilibrato sul piano fisico (salute, sicurezza personale) e mentale (preservare i valori morali), e non soltanto ad un individuo più forte dei nemici.

Entrare nel QWAN KI DO significa entrare in un metodo dove l'amicizia è al di sopra di qualsiasi considerazione razziale, politica e confessionale.

Essere praticanti di QWAN KI DO, significa saper assumersi la responsabilità riguardo gli altri e a sé stessi, significa essere coscienti del destino dell'uomo, significa ricercare costantemente l'equilibrio di tutte le cose.

L'armonia è l'anima del QWAN KI DO.

La perseveranza, la volontà e la modestia: i valori di praticanti.

La conoscenza di sé è un bagaglio prezioso all'accesso del cammino della serenità:

La scelta della parola QWAN-KI-DO riflette nel suo senso profondo la riconoscenza, e tutta la struttura di pensiero tradizionale, che il Fondatore di questo metodo ha minuziosamente concretizzato dopo tanti di riflessione:

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QWAN o QUAN - L'insieme dell'esistenza

La vita e il progresso ci permettono di scorgere sia l'immensità cosmica, sia elementi vitali piccolissimi attraverso il microscopio, che ci porta a molte conoscenze che contribuiscono all'esistenza della nostra vita.

Questo insieme "QUAN" incontestabilmente dimostrato dalla scienza della vita, è una "gigantesca concezione" che determina la nostra esistenza. La scienza tradizionale ci apre, generosamente la porta sull'insieme dell'esistenza "QUAN" tramite la concezione di "Vu Tru Quan" (l'universo) e di "Nhân Sinh Quan" (l'essere umano) o QWAN KI DO-QUAN KHI DAO (la via dell'energia corporea)

"Vu Tru Quan" (Concetto dell'Universo)

Essendo un elemento dell'esistenza l'essere umano fa parte della catena dell'immensità dell'universo il "macrocosmo", è lui stesso un piccolo universo, il microcosmo; costituito da molteplici catene d'atomi e azionato da un codice genetico.

Questo codice determina l'esistenza materiale, minerale, vegetale o animale, quale sia l'origine è eccezionale ed unica.

L'origine di questo codice è una intelligenza straordinaria che dirige, coordina e controlla tutto. La si può chiamare filosoficamente "Thuong Dê" (Creatore), "Thiên Chua" (Dio, Allah, Brama), "Dà Song" (impulso vitale), "Y Tuong Tuyêt Dôi" (ideale assoluto). Questo principio è una determinazione del mondo visibile "Huu Hinh" e del mondo invisibile "Vô Hinh".

"Nhân Sinh Quan" (Concezione dell'Essere)

Siamo coscienti che la vita e la morte fanno parte integrante della nostra esistenza, questa è la legge dell'eterno ricominciare "Nascere per morire e morire per rinascere". La gestione di una vita, non è solo la ricerca del conformismo che certo ne migliora la qualità, ma anche la ricerca della felicità ossia evitare il malessere.

Questa ricerca del conformismo è l'impulso al progresso, l'evoluzione permanente dell'essere umano, cioè l'annullamento dell'ignoranza e l'apertura sulla conoscenza.

La menzione "Tam Tao" (tre aspetti fondamentali: educazione, istruzione, formazione) è un elemento importante che deve accompagnare l'individuo nel cammino della vita e della conoscenza. "Tam Tao" è inseparabile, come le maglie di una catena, che bisogna costantemente sorvegliare e rinforzare.

L'educazione è un mezzo efficace di saper vivere, l'istruzione apre lo spirito alla conoscenza, e la formazione è l'acquisizione di esperienza. L'acquisizione della conoscenza è il primo passo verso la ricerca della felicità, contribuisce all'apertura del mondo mentale e spirituale, rischiara lo spirito oscurato dall'ignoranza.

Questo insieme QUAN (QWAN) usato nella prima parola che forma il nome del metodo QUAN KHI DAO (QWAN KI DO), racchiude tutta una struttura di pensiero tradizionale che noi abbiamo appena accennato in queste righe.

KI o KHI - L'energia, la vita

Quando siamo coscienti che siamo un piccolissimo universo legato a un mondo cosmico, gigantesco, cominciamo a concepire la struttura straordinaria della nostra esistenza. Dal "nulla" (Vô-Vi), non si sa per quale volontà appare una "piccola fessura" che genera la polarizzazione, che è responsabile di tutto, soprattutto dell'inizio della vita.

Ciò che siamo è formato da catene di cellule, e queste cellule da atomi, gli atomi da particole infinitamente piccole, quindi intravediamo solo "Energia". Ciò che chiamiamo "elettrone" non è una semplice particola ma una forma di energia a spirale, allargato all'esterno e concentrato nel centro.

Questa struttura è come un sistema solare semplificato, con un nocciolo al centro e delle particelle che gravitano intorno. Questo nocciolo è circondato da involucri energetici costituiti da spirali di energia, quindi ogni zona energetica si ferma dove l'altra comincia, l'energia occupa tutto lo spazio, è dappertutto.

Da un piccolo universo energetico, arriviamo ad una immensità dimensionale e cosmica diversa, dove possiamo intravedere la spirale della via lattea, il cui nucleo è condensato e il contorno è sfumato, cosicché il diametro è visibile da 700.000 milioni d'anni luce di distanza; però la parte invisibile e concentrata del suo flusso, ospita un numero considerevole di stelle e pianeti.

Questa forma di spostamento a spirale bagnata dall'energia cosmica, segue un ordine preciso, un'intelligenza dell'universo, possiede due sensi d'attrazione:

"Huong Tâm" (forza centripeta), "Ly Tâm" (forza centrifuga) che fa dell'espansione energetica un fenomeno di polarizzazione "AM".

In questa unità gigantesca o minuscola dove agiscono queste energie, appare la polarizzazione, poi la vita.
Questa vita esiste molto prima della vita vegetale. Possiamo dire che la vita per noi è qualcosa che ci rassomiglia, che ci è vicina, quindi la comprendiamo e la sentiamo.

La vita minerale è piuttosto elementare, la nostra composizione cellulare e quella dei vegetali è diversa, il ritmo della vita dei minerali è più lento, più lungo così che esso ci appare inanimato. E' per questo che la nozione del tempo nella vita minerale è superiore a tutte le altre. Pertanto conserva tutti i suoi aspetti materiali e spirituali come tutte le origini della vita. Il "Dia khi" (energia minerale) e il "Không Khi" (energia cosmica) generano, secondo la regola della polarizzazione, la vita minerale, vegetale, animale.

E' dal minerale che estraiamo l'energia per produrre del materiale; come il vegetale che trasforma gli elementi terra, acqua, aria per riprodurre cellule organiche, fonte di vita animale e umana. Per una volontà aliena e mistica, gli umani sono dotati di un codice genetico più elaborato delle altre forme di vita, è per questo che dominiamo le altre specie.
Questo codice famoso, misterioso ma concreto determina la forma e le varianti delle specie. Forti di questa conoscenza, dobbiamo rispettare ogni forma di vita, sia vita materiale che spirituale.

Nella scelta del termine di QWAN KI DO, si è voluto rilevare, l'elemento primordiale della vita il "KI o KHI" (energia). Secondo gli insegnamenti trasmessi, l'uso della concentrazione di energia corporea, ci permette di realizzare delle prestazioni di potenza straordinaria!

DO o DAO - La Via della Saggezza

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Praticare il QWAN KI DO, non è solo apprendere una tecnica marziale, ma soprattutto uno stile di vita; è imparare non solo a diventare un uomo forte ma un essere umano equilibrato nel corpo e nello spirito.
La maggior parte degli esseri umani vivono nell'angoscia e nella violenza.

L'incertezza dell'uomo, spesso inadeguato per il suo ambiente, si manifesta con angoscia che genera la concorrenza, l'aggressività, la violenza. Così l'agitazione sembra efficienza; il corpo funziona ma non vive più. Questa agitazione si ripercuote inevitabilmente su ogni nostro gesto quotidiano, in ognuno dei nostri movimenti.

Il QWAN KI DO deve essere impregnato di dolcezza, e non di violenza. E' bene soffermarsi spesso sulla "potenza dell'acqua" e degli elementi leggeri che riescono a contornare, a sorpassare o a penetrare attraverso gli ostacoli grazie alla fluidità e alla morbidezza. L'acqua occupa il posto più basso, ciò che gli uomini detestano. "Non c'è niente al mondo di più inconsistente e di più debole dell'acqua, ma corrode quello che è duro, niente le resiste".
Il filosofo cinese Lao Tu enuncia la debolezza di quello che noi abitualmente consideriamo come forza. Per lui la morbidezza trionfa sempre sulla durezza.

La calma vince sempre la violenza, in questo mondo ciò che è malleabile prevale su ciò che è duro. "Appena nato l'essere è morbido e fragile, morto è rigido e duro". Alla nascita le piante e gli alberi sono flessibili, morte sono rigide e dure. Solidità e rigidità sono compagne della morte, morbidezza e fluidità quelle della vita.

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Si trova una similitudine di questa atmosfera in occidente, nella famosa favola di La Fontaine "La quercia e il giunco".
Dobbiamo quindi orientarci verso la morbidezza, la distensione, il rilassamento muscolare e nervoso che sono molto utili ai giorni nostri.
La vita moderna non contribuisce alla formazione di attività morali ed estetiche, non è frequentando un corso che si impara a distinguere il bene dal male il brutto dal bello.

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La morale e l'arte non si insegnano come la matematica.
Capire e sentire sono due cose profondamente diverse. Si può afferrare il significato della morale o dell'arte solo nell'ambiente dove queste cose sono presenti. Pianificato con diligenza, il QWAN KI DO infonde capacità fisiche e morali.
Il QWAN KI DO ci mostra subito le ricchezze interiori dell'uomo, per vivere più felici nella grande formazione costituita da questo. Bisogna inoltre far capire al mondo che il segreto della ricchezza non è la ricchezza in sé stessa, ma il cammino che ci conduce.
L'essenziale è scoprire questa via, saper distinguere quale è il volto di un'energia latente che porta al successo. Il segreto di questa forma apre gli occhi, e gli occhi aperti mostrano il cammino da seguire.
Se l'essere umano dedica una parte della sua vita a scoprire sé stesso, l'umanità accederà a un livello di perfezione senza pari, perché l'impero della volontà annullerà tutto ciò che è meschino in lui e allora la felicità brillerà in tutto il suo splendore.
Il QWAN KI DO essendo un metodo che permette di scoprire la grandezza dello spirito, possiede quindi un valore inestimabile.

 

KHI PHAP LA RESPIRAZIONE

Thay meditazione2Il processo respiratorio è un avvenimento condizionale, il suo ritmo e la sua ampiezza determinano la Vitalità o la Debolezza.

Ecco qualche considerazione che costituisce l'Atto Capitale.E' scritto nei testi sacri: "e Dio insufflò nelle radici dell'uomo il respiro e l'uomo divenne un'anima vivente capace di ragionare e pensare".

Nello spazio di 24 ore, tempo di rotazione del pianeta su se stesso, l'uomo assorbe circa quattordicimila litri d'aria.

Questo assorbimento d'aria è la prima cosa che si produce arrivando al mondo prima di poppare il latte dal seno della mamma ed è l'ultimo atto, l'ultimo sospiro al momento della morte, quando si va nell'altra dimensione.

Nello stato attuale dell'evoluzione dell'uomo, essa è la sola parte del corpo, come organo, sulla quale abbiamo un comando completo e la nostra volontà, il nostro libero arbitrio ha potere sulle nostre funzioni respiratorie.

I polmoni si dividono in tre grandi masse. Ma la scienza tradizionale ha scoperto che queste tre masse, inferiore, centrale e superiore sono in corrispondenza con tre regioni del nostro cervello che ha anch'esso tre masse ben precise che la scienza moderna ignora:

Massa Inferiore
Massa Frontale
Massa della parte superiore della Testa

1. Massa Inferiore: essa trae dalle funzioni fisiche, dal senso pratico celebrale. Il dominio applicato della scienza.

2. Massa Frontale: essa trae dal dominio della logica, della ragione, l'intellettualità nella sua freddezza.

3. Massa della parte superiore della Testa: trae dal dominio spirituale che comprende il dominio puramente mistico.

Queste regioni hanno delle corrispondenze:

La parte inferiore del polmone rappresenta la regione fisica
La parte centrale rappresenta la regione spirituale
La parte superiore corrisponde alla parte frontale.
E' la parte superiore che è generalmente la più colpita gravemente perché si respira in modo insufficiente, la parte alta del polmone non è abbastanza aerata ed è la che si formano delle specie di caverne con il bacillo di Koch della tubercolosi che si manifesta sempre nella parte superiore. Il poco " Respiro" che noi tratteniamo riempie piuttosto la parte inferiore e media.

RITMO COSMICO e RITMO RESPIRATORIO

L'essere umano dovrebbe respirare 18 volte al minuto. Perché diciotto?

Il numero di pulsazioni del cuore umano, avendo raggiunto la sua maturità, è uguale a circa settantadue. Diciotto è un quarto di settantadue. Perché dividiamo? perchè per quattro?

L'uomo è legato all'infinito, al cosmo, egli è in piccolo ciò che è rappresentato dall'immensità del cosmo ed è nello spazio di quattro minuti che la terra si sposta di un grado su un altro. Ciò è importante poiché ogni grado ha una caratteristica che gli è propria rispetto ai trecentosessanta gradi della sfera.

Le conseguenze sono gravi se non si rispettano questi dati, altrimenti non saremmo più in sincronismo con le forze del Cosmo, noi avremmo rotto l'equilibrio, l'armonia dalla quale si separerebbe e questo non dovrebbe accadere.

La capacità di un uomo medio è di tre litri o, nello stato attuale delle cose, le persone che non sono sviluppate o non praticano nessuno sport, ad ogni inspirazione, prendono poco più di ½ litro d'aria. Noi inspiriamo dunque la sesta parte della capacità totale dei nostri polmoni.

Si stringe dunque il nostro ritmo respiratorio e l'aria che viene immagazzinata si mischia subito con aria piena di gas carbonico, di residui della combustione fisiologica; l'aria contenuta non sarà mai pura.

Se in un bicchiere d'acqua sporca, si aggiunge dell'acqua pulita, non cambierà nulla.
Se ne versiamo un po' ed aggiungiamo dell'acqua pulita non cambierà nulla.
Questo è ciò che avviene nei polmoni, è dunque importante procedere a delle espirazioni per riempire d'aria fresca i nostri polmoni.

E' la padronanza da parte dell'individuo dell'Energia Vitale che risiede in lui. L'allievo apprende per mezzo di tecniche appropriate e grazie a una totale concentrazione del suo pensiero, a far penetrare l'aria che ha inspirato al livello del basso ventre sotto l'ombelico: (Dan Dien Huyet), e a condurla in tutto l'organismo, prima di espirare.

Alcuni anni di pratica intensiva possono eventualmente permettere ad un individuo dotato di possedere l'utilizzazione dei Noi Luc (tecnica interiore), che conduce,il Khi (l'energia vitale), ad attraversare tutti i muscoli e ad utilizzarla per alcuni effetti spettacolari,come:

La rottura di mattoni, tegole,pietre di mare, blocchi di ghiaccio
Tenere il braccio teso, senza cadere, quale sia la forza per farlo piegare
Non reagire sotto i colpi portati dall'avversario su certe parti del corpo
Sopportare senza male il passaggio di un veicolo sul corpo
Resistere a una lancia spinta da tre individui, a livello della gola o del ventre, ecc…

LA MEDITAZIONE

MAESTRO MEDITAZIONELe porte del nulla sono aperte a coloro che vogliono penetrarci: lasciate i vostri pregiudizi seduti sulla soglia di questo Universo, la purezza è luogo senza parola dove il corpo non ha il suo posto, cullato dall'onda della solitudine, la prima idea che vi verrà, vi eleverà ai luoghi sconosciuti del vuoto; questo vuoto è astratto per il corpo, ma per lo spirito è una realtà di ogni momento.

Il vuoto può creare tutto , fate scaturire da voi stessi i pensieri più puri, non riflettete, abbandonatevi senza reticenza, i luoghi della luce sono riposanti per il vostro spirito.La creazione dell'infinito non trova la sua realtà se non attraverso colui che può intravederla.
Dà al giorno la luce che le è dovuta, poiché la notte ha la sua importanza; si troverà nei domini ancora sconosciuti, le soluzioni ai problemi di quaggiù.

Non entrate nelle considerazioni delle persone immemori, dei principi trascendenti, lasciate andare per le strade coloro che sono orgogliosi, i sentieri spinosi se ne incaricheranno poichè unica é la via.

LA CONCENTRAZIONE

E' uno stato interiore, che corrisponde alla focalizzazione nutrita da un tropismo intrinseco; il suo fascino è costituito da diverse proiezioni di tipo VISIVO - UDITIVO - TATTILE - GUSTATIVO - SENSORIALE.

La sua presenza costituisce un rinforzo e annichilisce i pensieri parassiti. Il soggetto che si concentra assorbe così l'essenza dei fatti rispettivamente esaminati. Noi possiamo constatare ed analizzare alcuni modi di concentrazione:

La prima, oggettiva, cioè costituita da un soggetto pensante ed un altro pensato.
La seconda, soggettiva, si manifesta per esempio nel corso di un'introspezione.
Insomma, la concentrazione combatte la dispersione, genera il senso comune, condizioni fortemente invidiate dall'epoca attuale.

Un saggio ha detto: "E' imparando a vivere oggi che si impara a vivere per l'eternità".
Questo significa che il passato è costituito dal tempo presente e che le lacune hanno creato dei vortici d'incomprensione intorno all'uomo, perché non dimentichiamo che il presente è anche la somma di tutto il passato.

L'avanzamento è certo per coloro che considerano gli stati, le fluttuazioni di ogni cosa come una trascrizione della forze cosmiche che governano il nostro sistema.

La filosofia dell'Arte Marziale Qwan Ki Do conserva in sé un progetto pieno di splendore, al punto che la gioia non appare senza fremere.
Il coraggio, umiltà, perseveranza saranno i bagagli del Praticante, il peso sarà leggero ai confini del cammino, la volontà sarà simile alla muta, semplice fenomeno da cui nasce un'altra vita, più dolce, più acuta.
Sappiate che il peso è un attributo del corpo, ma lo spirito filosofico, se è il vostro cibo, vi eleverà poiché questo non ha peso.

 

 

 

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