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La Storia del Viêt Nam e delle arti marziali

Il Viêt Nam

Il Viêt Nam è situato sul territorio Sud - Est dell'Asia, in estremo oriente. Questo paese occupa una grande parte dell'Indocina… E' necessario precisare che l'Indocina è composta da 3 paesi: il Laos, la Cambogia (territorio dei Khmers) e il Viêt Nam.

La frontiera del nord del Viêt Nam, tocca le provincie cinesi di Quang Dong (Canton), Quang Tay (Kouang Tsi) e Van Nam (Yun Nan). A est c'è la frontiera con il Laos e la Cambogia, a ovest è circondato dall'oceano Pacifico e il mare della Cina.
Il Viêt Nam si estende a forma di "S" per 1400 Km di mare, ha una superficie di 335.000 Km e una popolazione intorno ai 66.800.000 abitanti.

Le due parti principali sono:

Il Nord, dove il delta del Tonkin è creato dal fiume rosso (Sông Hông Hà).

Il Sud con il delta della Cocincina creato dal fiume Mekong (Sông Cuu Long).

Sono entrambe due grandi riserve agricole con coltura principalmente di riso. Al contrario il centro del Viêt Nam è stretto, costituito dalle pianure della Cordigliera Annamitica (Day Truong Son) eretta come una muraglia che separa il paese dal suo vicino, il Laos. Su questa terra arida, povera di agricoltura, la popolazione del centro vive principalmente di pesca e prodotti del mare…

Con una tale estensione la situazione climatica del Viêt Nam subisce grandi variazioni. Sebbene sottoposto al clima dei tropici e dei monsoni, il Viêt Nam del nord, umido e caldo, è influenzato dal clima del sud della Cina, con quattro stagioni ben distinte, ma anche dai diluvi frequenti a causa delle piogge abbondanti.

Il sud del Viêt Nam non ha che due stagioni, quella delle piogge e quella calda, dove l'influenza del clima marittimo è predominante. Sul suolo del Viêt Nam vivono in comunità sulle alte pianure, delle popolazioni minori, a Nord: i Muong, i Man, i Meo, i Nung, gli Yao, i Lô Lô, i Thai, i Thô… A Sud: i Moi e i Chàm.

 

foto-vecchia-vietnamOgnuna di queste comunità custodisce gelosamente il proprio stile di vita ed i propri costumi che sono in alcuni casi molto differenti da quelli Vietnamiti. Così nelle grandi città si mescolano in numero, talvolta notevole, gli immigrati Cinesi e Indiani, insediati da diversi secoli come in Cochichine dove la China-Town (Cho Lon) ospita una città intera di immigrati Cinesi, rinomati per la loro abilità nel commercio, come gli Indiani lo sono nel tessile.

 



Linguaggio e Scrittura

 

rep 06.jpg-dinastia-nguyenLa lingua vietnamita è stata attribuita, secondo alcuni, a un gruppo di lingue cino-tibetane, che è una sorta di unione delle lingue cinese e tibetana (Maspero H. "qualche parola annamita di origine cinese", citata da Trinh Huy Tiên, la personalità del Viêt Nam, Saigon).

Altri preferiscono attribuirla alle lingue austro - asiatiche, dato il tipo monosillabico (una sillaba per parola) e politonale (diverse tonalità), questa ipotesi è la più veritiera o probabile, che è stata recentemente confermata da un gruppo di ricercatori del CEDRASEMI (centro di documentazione e ricerche sul sud - est asiatico e il mondo insulindiano "atlante etno-linguistico, ASEMI, fasc. 1, vol 2°, n° 4, dicembre 1971, p. 59).

 

In effetti l'intonazione gioca un ruolo molto importante nella lingua vietnamita, con i sei toni differenti in ogni pronuncia, utilizzando la stessa parola, questi toni possono modificare completamente il senso di una parola.

Per esempio la sillaba "Ba":

Accento: Senza Acuto Grave Interrogativo Circonflesso Pesante
Sillaba: Ba Ba
Tono: piatto crescente decrescente crescente rotto grave crescente basso pesante
Significato: tre multiplo signora tenere rifiuti disordine

 

Questo complesso principio di accenti è una fonte di omofonia che permette di stabilire tramite la pronuncia l'esatto significato della parola.

Alcuni missionari della chiesa non hanno esitato a utilizzare il pianoforte per abituarsi ad apprendere questa lingua.

L’origine della scrittura e la sua evoluzione

La colonizzazione cinese che è durata pressoché dieci secoli ha fortemente influenzato la cultura vietnamita, durante questo periodo, i caratteri cinesi (Nho Ngu o Han Ngu) dominarono la scolarizzazione e l'amministrazione.

Ottenuta l'indipendenza (939 d. J. C.) il Viêt Nam continuò ad utilizzare i caratteri cinesi. Ma, molto presto, la classe intellettuale ha bisogno di una forma di scrittura indipendente per trascrivere la propria lingua, è così che nasce il Chu Nôm o la scrittura demotica. Il Nôm è un impronta di caratteri cinesi per scrivere la lingua vietnamita, come in occidente i caratteri latini per trascrivere la lingua francese o altre.

La leggenda ha attribuito l'invenzione del Chu Nom a Hàn Truyên un ministro della giustizia sotto il regno di Trân Thai Tôn (1225 - 1257), ma in realtà, il Nôm è l'opera comune dei letterati, che attraverso il tempo si è concretizzata in una scrittura originale, sfortunatamente la struttura del Nôm è stabilita in modo libero senza una base o regole fisse, né codificazioni, la corte non se ne interessò in alcun modo, soprattutto questa forma di scrittura si indirizzava solo a una certa classe intellettuale, e non ha avuto una divulgazione popolare. Lo scacco al tentativo di liberazione della scrittura vietnamita a quella cinese fu dunque inevitabile!

Più tardi, all'inizio del XIV° secolo, il reggente Hô Quy Ly, tentò di rimettere il Nôm a posto, così che nel XVI° secolo, sotto il regno dell'imperatore Quang Trung; ma infine il peso della scrittura cinese (Han Ngu) continuò a imporre il suo posto preponderante unicamente per il rispetto per il confucianesimo (Nho Giao) che regnò come un maestro nella società vietnamita di quest'epoca.

L'avvenimento straordinario che ha definitivamente concretizzato l'indipendenza culturale della lingua vietnamita, fu nel XVII° secolo, con l'arrivo dei missionari occidentali, il Quôc Ngu (scrittura nazionale) nacque, basato sull'alfabeto latino, completato da accenti o segni diacritici per determinare i toni differenti nella pronuncia. Così la scrittura vietnamita conobbe finalmente il suo alfabeto.

Questa scrittura romanizzata Quôc Ngu è composta da dodici vocali semplici, venticinque consonanti semplici e composte, aggiunte a quelle di numerosi dittonghi. Le dodici vocali semplici sono: a, a, a, e, e, i, y o, o, o, u, u , e le venticinque consonanti sono: b, c, g, d, d, g (gh), gi, h. k, kh, i, m, n, hg (ngh), nh, p, ph, qu, .r, s, t, th, tr, u, x.

Grazie al Quôc Ngu, i vietnamiti poterono realizzare questa svolta, la liberazione totale dalla scrittura cinese, non dimenticarono mai il reverendo Alexandre de Rhodes, un prete cattolico, che pubblicò nel 1651 a Roma, un dizionario vietnamita - portoghese - latino (Dictionarium annamiticum lusitanum cum latinum) andò a rivelare a questo popolo una rivoluzione culturale fantastica, l'opera collettiva di Quôc Ngu, divenne ormai la scrittura nazionale all'alba del XX° secolo.

 


 

Scorcio Sulle Arti Marziali Vietnamite attraverso la storia del Viêt Nam

Dall'avvento della Dinastia Hông Bàng (2879 a. J. C.), il popolo vietnamita ha dovuto incessantemente lottare per sopravvivere, e questo lo ha portato a una eccezionale avventura nell'arte guerriera.

Originario delle popolazioni "Tam Miê" o "Giao Chi", respinto da potenti conquistatori venuti dal versante delle montagne del Tibet, questo popolo ha seguito il fiume rosso " Hông Hà", e infine si è installato nella vasta valle di "Tuong Quân", situata nell'attuale nord Viêt Nam.

Nel corso di queste peripezie, durante i loro spostamenti attraverso le terre del sud dell'estremo oriente, cacciati da un punto all'altro, questi uomini hanno saputo resistere a tutte le avversità, grazie a un coraggio e a una volontà eccezionale e soprattutto grazie a una conoscenza profonda delle arti da combattimento.

Una volta installati non tardarono a riunirsi e a estendere i loro territori, prima verso il sud, poi verso l'est. Conquistano così le terre dei "Champas" (al centro del Viêt Nam attuale), dei "Khmers" (nel sud Viêt Nam) e dei "Lao Qua" (il Laos), per costruire infine un paese al quale l'Imperatore Gia Long (1802-1819) assegnerà il nome di " Viêt Nam".

rep 04.jpg-battL'arte del combattimento è indissociabile dalla storia del popolo vietnamita. Evolverà con lui, e conoscerà dei periodi gloriosi o dei periodi di declino secondo il ritmo di sviluppo della civilizzazione. È così che possiamo fissare 10 periodi della storia delle arti marziali vietnamite:


1) La Preistoria:
Epoca della dinastia Hông Bàng (2879 – 03 a. J. C.)
2) La Colonizzazione cinese
3) La Strutturazione:
Sotto la dinastia Ngô, Dinh, Tiên Lê (906-1009)
4) La Grandezza:
Sotto la dinastia Ly, Trân (1010-1341)
5) La Caduta:
Sotto la dinastia Trân Mat, Hô Durante il secondo tentativo della colonizzazione cinese dei Ming (1341-1427) <><>
6) La riconquista:
Dinastia Hâu Lê, Mac (1427-1533)
7) La prima scissione del Viêt Nam ( nord - sud ):
Sotto la dinastia Lê, Mac, Trinh, Nguyên (1533-1802)
8) L’unificazione:
Sotto la dinastia Hâu Nguyên (1802-1883) La colonizzazione francese (1883-1945)
9) L’indipendenza:
Seconda scissione del Viêt Nam (nord - sud) (1945-1975)
10) Riconciliazione del Viêt Nam:
Riunificazione nord - sud – 1975 fino ai nostri giorni.


1) La Preistoria (2879 – 03 a. J. C.)

In questo antico periodo, solo i reperti archeologici permettono di ricostruire l'arte guerriera, attraverso gli oggetti ritrovati:

rep 01Riu (l'Ascia)
Di "Van Hoa Dông Son" , che la ritroviamo ugualmente incisa sui tamburi di rame di Ngoc-Lu, dove una moltitudine di disegni rappresentano dei movimenti di guerrieri che possono illustrare un Quyen di Cân Phap (progressione di combattimento con l'ascia).

Dao Gam (il pugnale, il dardo)
Come il famoso "Qua Da Lung Hoà" in rame trovato a Vinh Phu, è un pugnale con manico conico scolpito, l'uno e l'altro permettono di immaginare le tecniche di Doan Dao (l'arte del pugnale).

rep 02.jpg-lanciaLao (la lancia)
La punta di lancia scoperta a Dông Son svela l'esistenza di forme di combattimento che utilizzano armi lunghe, appuntite o affilate all'estremità.

Cung, No, Tên (l’arco, la balestra, le frecce)
La leggenda mitologica dell'arco magico di "Thuc An Duong Vuong" permette di conoscere le tecniche di Viên Chiên (combattimento a lunga distanza) e il Tiên Phap (tiro con l'arco).


Guom, Kiêm, Dao ou Qua (la sciabola, la spada, la scimitarra)

Il Qua Dông scoperto durante i ritrovamenti di Kiên An (nord del Viêt Nam) con un manico di rame inciso, illustra l'immagine di un coccodrillo che si trasforma in un drago, ricollegandosi così alla leggenda di Lac Long Quân (imperatore della preistoria del Viêt Nam) secondo la quale costui gettò delle "Thiêt Hoa Châu" (palle metalliche di fuoco) nella gola del mostro, prima di decapitarlo.

rep 03.jpg-scudoAltra storia fantastica e drammatica sulla sciabola "Viêt Long Guom" è quella dell'imperatore leggendario Thuc An Duong Vuong, che tranciò la testa di sua figlia My Châu a causa del tradimento involontario di costei.

Thuyen Be (il battello, la barca)
Il battello inciso sul tamburo di Ngoc Lu suppone, non solo un mezzo fluviale di scambi commerciali, ma anche l'apparizione di combattimenti navali "Thuy Chiên".

Voi, Ngua (l’elefante, il cavallo)
La scoperta di disegni rupestri e di pitture su vasellame così come la storia della rivoluzione delle sorelle "Trung Trac, Trung Nhi" mostra l'utilizzo dell'elefante e del cavallo sia come mezzo di locomozione che di guerra (Tuong Ma Chiên).

Il ciclo dell'arte marziale vietnamita durante questo periodo, che va da una parte dalla tecnica individuale nella lotta primitiva per la sopravvivenza (leggenda di Lac Long Quân) a delle lotte tribali, necessarie a l'espansione del territorio. L'edificazione di un popolo ha introdotto queste esperienze di lotta nella formazione di un'armata nazionale (leggenda An Duong Vuong).

 


 

2) La Colonizzazione Cinese (03 avanti J. C. al 906 dopo J. C.)

rep 07.jpg-dinastia-2La colonizzazione cinese ha suscitato un'ondata di patriottismo tra i vietnamiti, che sono stati portati a una pratica costante delle tecniche di combattimento, con il fine di preparare la rivoluzione.
In questo periodo parallelamente allo sviluppo dell'arte guerriera, nascono delle nuove correnti:

L'ammirazione degli eroi della rivoluzione (Liêt Si)
Oppresso dall'autorità cinese crudele e umiliante, il popolo non aveva altra aspirazione che di potersi ribellare per liberarsi dal giogo degli invasori. Questo diede luogo a diversi tentativi di sollevamento dando nascita a vari eroi come le sorelle "Trung", Triêu Trinh Nuong, Ly Nam Dê, Triêu Quang Phuc, etc.

L'apparizione di " Du Kich Chiên (la guerriglia)
L'eroe Triêu Quang Phuc l'uomo della rivoluzione di Bai Sây (provincia di Hung Yên nel nord del Viêt Nam) utilizzava le paludi come rifugio, e praticando attacchi di sorpresa causava molte perdite alle forze della colonizzazione cinese. Egli utilizzava le tattiche di " Di Nhuoc Thang Cuong" (l'astuzia distrugge la forza) per opporsi all'armata cinese. Questo personaggio, consacrato dalla leggenda, è stato considerato come il padre della guerriglia in Viêt Nam.

Più che mai, le tecniche di arti marziali vietnamite, sono state strettamente legate alla rivolta dei bravi di questo paese, e hanno contribuito all'indipendenza del Viêt Nam.

3) La Strutturazione (906 – 1009)

Dopo tanti tentativi mancati di rivoluzione, l'Imperatore Ngô Quyên poté finalmente rigettare il giogo della denominazione cinese trionfando nella battaglia navale a Bach Dang Giang.

In seguito Dinh Bô Linh un grande specialista di arti marziali salirà al trono e ristabilirà l'equilibrio della nazione portando alla guerra civile condotta dai 12 signori ribelli "Thâp Nhi Su Quân".

In questo periodo si possono notare 3 grandi assi di sviluppo della strategia militare.

La battaglia navale Thuy Chiên dell'imperatore Ngô Quyên
La cavalleria Ky Binh e la fanteria Bô Binh dell'Imperatore Dinh Bô Linh
L'organizzazione della strategia militare, la scuola militare, (dinastia dei Dinh).


4) La Grandezza (1010 – 1341)

L'età d'oro delle Arti Marziali in Viêt Nam è situata sotto la dinastia del Ly poi dei Trân.

Queste due dinastie in effetti contribuiranno all'organizzazione e alla realizzazione dello sviluppo della scuola militare attraverso le arti marziali.

nella capitale creazione del Giang Vo Duong (l'università delle arti marziali e della strategia militare)

obbligo di praticare le arti marziali per l'aristocrazia, la nobiltà, così come per il popolo

nomina dei Maestri d'arti marziali "Vo Su" per promulgare le tecniche di difesa e di sicurezza nei villaggi lontani

selezione di quadri militari per la creazione dei diplomi di licenza e dottorato in arti marziali.

l'incoraggiamento per lo sviluppo dei metodi di arti marziali e delle correnti di pensiero per i Maestri eremiti e per i Saggi: come le scuole di Dâng A, di Yên Tu e di Quan Khi ecc.

Programma di espansione geografica del territorio attraverso la conquista dei piccoli stati di Champa, Khmers, Lao Qua (Laos)

Creazione di Nhân Dân Tu Vê (l'armata del popolo)


5) La Caduta (1341 – 1427)

Alla fine della dinastia dei Trân nel 1341 l'aristocrazia iniziò a temere che il popolo ben istruito sul piano delle arti marziali e militari, divenisse capace di rivoltarsi.

Così si decise che d'ora in poi la pratica delle arti marziali fosse riservata alla nobiltà.
L'armata del popolo s'indebolì e si ridusse a una totale paralisi e approfittando di questa debolezza l'armata cinese dei Ming invase il Paese.

La colonizzazione della dinastia dei Ming fu particolarmente dura e crudele e diversi tentativi di rivoluzione furono soffocati.
Occorre attendere l'arrivo di Lê Loi, capostipite della corrente di arti marziali di Lam Son, con i suoi discepoli, che erano stati segretamente preparati ed allenati nella giungla, per formare di nuovo un gruppo di rivoluzionari.

Dopo vari tentativi singhiozzanti, riuscirono finalmente a respingere nuovamente l'armata cinese al di fuori dei territori del Viêt Nam nel 1427.

 


 

6) La Riconquista (1427 – 1533)

Dopo la riconquista, l'imperatore Lê Loi, fiero della vittoria dell'armata del popolo "Nhân Dân Khang Chiên" organizzò in tutto il Paese un programma di studi e di formazione sulle arti marziali da combattimento. Organizzò gli esami di arti marziali, il Minh Kinh Khoa, per selezionare i migliori ufficiali e i rappresentanti della autorità nei villaggi, nelle città, nelle regioni e nella capitale. Il suo programma ebbe un gran successo per la sicurezza del Paese.

rep 08.jpg-dinastia-3Ma più tardi, i discendenti dell'imperatore Lê Loi furono influenzati dagli uomini forti della corte e diedero importanza unicamente alle forze militari, trascurando le Lettere e gli amministratori. Il potere del Paese divenne progressivamente favorevole al clan degli uomini forti.

Questo clan si costituì intorno ad un grande Signore che, vicino alla famiglia reale, non tardò a impadronirsi del potere e diede inizio al declino della dinastia dei Lê.


7) Prima scissione nord - sud (1533 - 1788)

Il Signore Mac Dan Dung, profittò della debolezza dei Lê per insediarsi e per fondare così la dinastia dei Mac. Il popolo rimase comunque favorevole alla dinastia dei Lê. È così che malgrado il potere fosse nelle mani dei Mac le forze popolari organizzarono un fronte contrario ai Mac nei territori del sud che permise ai discendenti della dinastia dei Lê di sopravvivere.

Questa lotta interna tra i Mac a nord e i Lê a sud durò pressoché cent'anni. Nel frattempo numerose correnti del popolo combattente approfittarono della situazione per ingrandire i loro ranghi parteggiando sia per i Lê che per i Mac. La corrente condotta dai Trinh ottenne finalmente dei vantaggi aiutando i Lê a sconfiggere i Mac. Ma una volta insediati, i Trinh tesero a monopolizzare il potere e ciò produsse nuove polemiche con la corrente dei Nguyên a sud e la scissione nord - sud riprende il suo vecchio cammino.

Da una parte le lotte interne tra le due correnti dei Trinh e dei Nguyên, che causarono molti danni al Paese, e dall'altra la debolezza dei Lê fu la causa dell'invasione cinese della dinastia dei T'sing.

Un rivoluzionario straordinario, Nguyên Huê, intraprese una lotta contro questi flagelli. In compagnia dei suoi due fratelli Nguyên Nhac e Nguyên Lu, poté raggruppare intorno a loro un numero considerevole di combattenti portati per le arti marziali e pronti a tutto, si trattava dei:

Il clan dei "Tây Son" di Nguyên Huê (1788 – 1802)

Nguyên Huê, fervente praticante di arti marziali della provincia di Binh Dinh, sbaragliò l'armata cinese dei T'sing presso la capitale vietnamita del nord, scaccio i soldati cinesi al di fuori delle terre vietnamite e ristabilì la pace riunificando il nord e il sud.

Grazie a lui le arti marziali divennero nuovamente il supporto della sicurezza nazionale e furono organizzati degli esami destinati a selezionare degli specialisti in materia.

Durante questo periodo nasce anche la casta dei Bao Tiêu (protettori dei beni).

I Bao Tiêu erano molto portati per le arti marziali ed i loro ruoli erano vari; oltre ad essere valorosi e celebri nello scortare i convogli, proteggevano gli abitanti dei villaggi contro gli attacchi a sorpresa dei banditi e aiutavano le autorità nel mantenere la sicurezza.

Le caste di Kiêu Dung (l'irresistibile) e di Nhân Da (l'ombra della notte) esistevano dalla dinastia dei Ngô (906), disperse durante la scissione nord - sud ricomparvero nuovamente tra i ranghi della sicurezza territoriale.

Erano degli agenti super addestrati e agili selezionati dalla corte e piazzati ai servizi speciali. Per completare la sua gestione del governo, l'imperatore Quang Trung (Nguyên Huê) seppe attorniarsi sia di generali di talento che di letterati e amministratori competenti, come Ngô Thoi Nhiêm e Phan Hui Ich.

Consigliato da un saggio vietnamita di nome Nguyen Thiep o La Son Phu Tu, molto rinomato per le strategie e la saggezza, inviò degli emissari in Cina per ristabilire le relazioni diplomatiche. Incoraggiò il popolo a edificare dei templi di culto, riorganizzò il sistema scolastico vietnamita e favorì la propagazione culturale di una scrittura puramente vietnamita, il "Nôm" al fine di distaccarsi dalla scrittura cinese Han Tu.

Fu il solo imperatore vietnamita a preparare militarmente il popolo sotto la stendardo di Thiên Ha Dai Tin al fine di poter reclamare alla Cina i due vecchi territori limitrofi del Viêt Nam: "Luong Quang" (le province di Canton e di Kouang Tsi).

Disgraziatamente il suo regno fu di breve durata; scomparso per una malattia il 29 luglio 1792, il trono ritornò progressivamente nelle mani dei Nguyên condotti dal Signore Nguyên Anh, l'antagonista del clan dei Tây Son.

 


 

8) L'unificazione

La dinastia Hâu Nguyên (1802 - 1883)
L'opposizione cruenta tra il clan dei Tây Son (i fratelli dell'imperatore Quang Trung) e la corrente dei Nguyên rappresentata dal Signore Nguyên Anh riportò il popolo in una lotta interna spietata.

Perseguito dal clan dei Tây Son, il Signore Nguyên Anh potè sfuggire da un accerchiamento grazie alla complicità di un vescovo gesuita di nome Pierre Pigneau de Béhaine, e andò a rifugiarsi nel Siam.
Su consiglio del gesuita inviò suo figlio il principe Canh accompagnato dagli emissari Phan Van Nhân e Nguyên Van Liêm in Francia alla corte di Luigi XVI per chiedere aiuto.

Ma di fronte alle pretese della corte francese, il vescovo gesuita preferì arrangiarsi diversamente. Acquistò le munizioni e le armi necessarie e ingaggiò dei consiglieri militari francesi come De Forçant, Vannier, Chaigneau, Victor Ollivier, Dayot ecc…e ritornò presso il Signore Nguyên Anh. Nel frattempo Nguyên Anh profittando delle dispute dei fratelli Tây Son può riconquistare le terre del sud.

Dall'arrivo sul suolo del Viêt Nam del Vescovo gesuita il signore Nguyên Anh utilizzò sia i consiglieri che le armi francesi per formare i militari vietnamiti e rinforzare le posizioni strategiche a sud e con un incredibile convinzione s'impadronì via via del centro e poi del nord del Viêt Nam. Salì sul trono nel 1802 sotto il suo nome di regno Gia Long.

La colonizzazione francese (1883 - 1945)

I discendenti dell'imperatore Gia Long non cessarono il loro declino, indeboliti su tutti i piani da una mancanza di motivazione e da una mentalità conservatrice.
Le classi politiche ministri e generali si richiusero in teorie assurde e rigide e così si può assistere a un divieto formale che colpiva il commercio con l'occidente, le correnti politiche e il cristianesimo.

In quest'epoca dove i paesi occidentali creavano contatti con l'Asia vi furono diversi incidenti diplomatici.

Gli arresti, i sequestri e le esecuzioni dei missionari francesi (quali padre Marchand o il vescovo Lefebvre) così come il rifiuto di ogni trattato commerciale o politico portarono a poco a poco la Francia a decidere la colonizzazione del Viêt Nam. La conquista fu rapida e la corte imperiale capitolò ben presto.

Nel frattempo alcuni patrioti vietnamiti spinti all'estremo dallo spirito limitato del potere costituito, si rivoltarono contro la corte imperiale e la maggior parte di loro erano formati da scuole di arti marziali.

Come Cao Ba Quat o Phan Ba Vành o ancora Lê Vanh Khôi (uno dei più illustri personaggi che combattè contro una tigre a mani nude per impressionare il re del Siam in occasione della visita di costui a Gia Dinh).

E ancor prima all'inizio del 19esimo secolo Hoàng Hoa Tham (Dê Tham) ha tenuto testa per trent'anni al potere coloniale.

Di fronte a una situazione di insicurezza, l'amministrazione coloniale francese e il potere imperiale in carica vietarono ogni pratica ed ogni scuola di arti marziali accusandoli di suscitare la rivolta del popolo. Come conseguenza immediata gran parte delle scuole di arti marziali ancora una volta si ritirarono nella clandesti. {mospagebreak}

9) L'indipendenza (1945-1955)

Dopo una lunga lotta per l'indipendenza e parecchi tentativi di rivoluzione "Viêt Nam Dôc Lâp Dông Minh Hôi" abbreviato "Viêt Minh" (l'unione dei partiti politici del Viêt Nam per l'indipendenza) ottenne finalmente la meglio.

Ma tutto questo non si svolse senza causare numerose vittime e la situazione era così instabile che non si fece alcuna differenza dalla precedente. L'insicurezza si insediò a tal punto che il coprifuoco e i controlli durarono per tutti gli anni dal 1945 al 1955.

Durante tutto il periodo d'inizio del XX secolo, sebbene nell'ombra, l'arte marziale vietnamita restò molto attiva circa la formazione dei combattenti.

Dopo l'indipendenza del 1945 diversi gruppi di arti marziali si formarono a nord, al centro e al sud del Viêt Nam. Comunque gli allenamenti restarono ancora molto discreti.

Nel nord Viêt Nam si costituirono i metodi tradizionali "Vo Phai Bac Hà":

Vât Liêu Dôi (combattimento tradizionale)
Nam Hông Son
Vo Vi Nam (Maestro Nguyên Lôc)
Vo Nhât Nam
Vo Tông Hop ecc

Nel centro Viêt Nam sono riuniti i metodi Binh Dinh

Vo Tây Son
Vo An Thai
Vo An Ninh
Vo Nà Chuà ecc

Nel sud del Viêt Nam sono raggruppati i metodi Vo Phai Nam Bô

Vo Tân Khanh
Vo Thât Son
Vo Thiêu Lâm: Hông Gia, Côn Luân, Nam Tông
Vo Lam Son

Nello stesso periodo i Maestri : Lai Quy, Châu Quan Ky organizzarono il movimento delle Arti Marziali Cino - Vietnamite il Tinh Vo Hôi.

Ma il fuoco della rivolta si animò ulteriormente fino al 1955...


La Vietnamizzazione dei metodi d'Arte Marziale

L'arrivo massiccio delle armi da fuoco ma anche la colonizzazione hanno fatto piano piano indietreggiare i metodi d'Arti Marziali tradizionali che esistevano in Viêt Nam da diverso tempo.

Si è dovuto attendere l'inizio del XX secolo; l'esplosione dell'onda patriottica dell'estremo oriente (Giappone, Cina) ha riproposto l'atmosfera delle Arti Marziali vietnamite alle quale si aggiunge la rivoluzione della scrittura romanizzata in Viêt Nam.

Molti Maestri di Arti Marziali vietnamite, per completare le lacune dei loro vecchi metodi, integrarono e adattarono progressivamente le tecniche dei metodi stranieri (cinesi, giapponesi e altri) alla cultura e alla pratica locale.

Si possono distinguere quindi diversi metodi di origine cinese mischiati con pratiche locali, che grazie al loro sviluppo regionale ne prendono il nome: Vo Binh Dinh.

In particolare il metodo Vo Vi Nam, creato ad Hà Nôi nel 1945, grazie al grande Maestro Nguyên Lôc (1912-1960), ha avuto uno sviluppo notevole in tutto il Viêt Nam.

Recentemente nasce in Europa, verso l'anno 1980 il metodo Qwan Ki Do o Quan Khi Dao (in vietnamita) che è la sintesi di un metodo di origine Cinese degli Hakkas e della corrente vietnamita delle regioni di Ninh Binh e di Quang Binh.


Seconda scissione del Viêt Nam (nord e sud 1955 - 1975)

In seguito al Trattato di Ginevra (20 luglio 1954) e alla divisione del Viêt Nam in due zone, le arti marziali dovettero riorganizzarsi malgrado le difficoltà materiali causate, dalla lotta interna tra il sud e il nord e dai danni della guerra.

Nel nord del Viêt Nam il dottor Hoàng Vinh Giang e i maestri di Vo Phai Bac Hà crearono la Confederazione delle Arti Marziali Tradizionali di Hà Nôi "Liên Doàn Vo Thuât Hà Nôi".

Per quanto riguarda il sud Viêt Nam, fu creata la Federazione Vietnamita di Pugilato "Tông Cuôc Quyên Thuât Viêt Nam" associata con il "Tinh Vo Hôi". Essa raggruppava i metodi tradizionali di origine vietnamita o cinese ma anche la disciplina della boxe libera "Vo Tu Do". Nello stesso periodo, a Saigon, nasceva la Federazione di Vo Vi Nam.

Più tardi il monaco buddista Thich Thiên Tanh alias Mai Van Phat, in collaborazione con il Maestro Lê Vanh Kiên e alcuni Maestri Vo Phai Nam Bô crearono la Federazione di studi e di ricerche sulle Atri Marziali Vietnamite "Tông Hôi Vo Hoc Viêt Nam".

I metodi giapponesi (Judo, Ju Jitsu, Aikido e Karate) istituiti dall'inizio del secolo vennero ugualmente raggruppati.

Il gruppo più attivo tra questi fu la scuola di Judo diretta dal monaco Buddista Thich Tâm Giac.
Più tardi verso il 1963 con l'arrivo massiccio dell'armata Coreana a sostegno della posizione militare americana nel sud del Viêt Nam, si è sviluppato il Tae Kwon Do.

 


 

10) La Riconciliazione del Viêt Nam Riunificazione nord - sud , dal 1975 ai giorni nostri

La riconciliazione del Viêt Nam provocò tanti problemi sul piano dell'organizzazione nell'insieme del territorio, si succedettero diversi governi, tra cui il nocciolo duro che causò la fuga di migliaia di vietnamiti nei paesi vicini (Tailandia, Indonesia, Hong Kong e Giappone).

Altri preferirono l'apertura del Paese verso l'estero favorendo così il turismo, il commercio. In una parola la corsa verso l'economia di mercato per far fronte al progressione folgorante degli altri paesi del sud Est Asiatico.

In quanto alle arti marziali, esse seguirono l'evoluzione del Paese restando comunque molto discrete. La Confederazione delle Arti Marziali Tradizionali di Hà Nôi " Liên Doàn Vo Thuât Hà Nôi", acquistò notorietà di giorno in giorno presso il Ministero dello Sport del Viêt Nam.

Nel frattempo nel sud la Confederazione delle Arti Marziali della cittadella "Liên Doàn Vo Thuât Thành Phô" si avvicinò al Tae Kwon Do, alle Arti Marziali Tradizionali " Vo Cô Truyên " e presto i Maestri dei metodi Vo Phai Nam Bô si fecero conoscere e ripresero via via le loro attività. Con l'apertura del Paese, centinaia di migliaia di turisti hanno visitato il Viêt Nam e tra questi i praticanti di Arti Marziali Vietnamite.


Le Arti Marziali Vietnamite all'estero

All'inizio del secolo numerosi sono stati gli studenti vietnamiti o dei vietnamiti ingaggiati nell'esercito coloniale francese o semplicemente dei lavoratori immigrati che, per ragioni professionali, si sono trovati sul suolo francese. Perché la Francia?

Durante il periodo della colonizzazione la Cochinchine (o Saigon) era considerata dalla amministrazione coloniale come territorio d'oltre mare. Mentre il Tonkino (o Hà Nôi) era un territorio vietnamita posto sotto il protettorato francese. Questo legame Franco - Vietnamita tesseva una tela d'omogeneità non solamente sul piano militare, religioso, commerciale, familiare, ma anche sul piano intellettuale, culturale e della formazione. Questa è la ragione per la quale alcune categorie di vietnamiti espatriavano verso la Francia e vi restavano.

Altri tornavano al Paese dopo alcuni anni di formazione. Certi altri vietnamiti per delle ragioni professionali immigravano verso altri Paesi d'Europa come la Germania o l'Italia. Tra questi si trovavano dei praticanti e Maestri di Arti Marziali Vietnamite.

All'inizio del XX secolo, l'apertura del Giappone verso il mondo occidentale, ha permesso lo sviluppo delle discipline giapponesi: Ju Jitsu, poi Judo. Si parla raramente degli altri metodi di Arti Marziali.

Più tardi, dopo le due guerre mondiali, verso gli anni cinquanta, delle altre discipline come l'Aikido, il Karate, o il Tae Kwon Do, cominciano ad apparire. Ma soprattutto verso gli anni settanta, il fenomeno dei films di "Ly Tiêu Long" (Bruce Lee) hanno spinto le altre discipline d'Arti Marziali, che erano restate nell'ombra, a presentarsi al grande pubblico. Questi sono i casi del Kung Fu Wu Shu, Penchat Silat, e ben inteso le Arti Marziali Vietnamite.

É un periodo molto favorevole per le Arti Marziali , e così i Maestri d'Arti Marziali Vietnamite residenti in Europa e particolarmente in Francia costituiscono il primo gruppo ufficiale per promulgare le loro discipline nel mondo occidentale.

La prima riunione storica si tenne nel mese di dicembre 1969 presso il Signor BUI Van Thinh a Massy-Palaiseau, nella regione parigina, poi il gruppo si riunì a Limoges. Una grande maggioranza dei rappresentanti delle Arti Marziali vietnamite fu invitata alla creazione del primo movimento delle Arti Marziali vietnamite in occidente.

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I Maestri e i Metodi che posero le prime basi di una Federazione unificata furono:

Maestro Nguyen Dân Phu (Thanh Long), Decano dei Maestri (deceduto)

Maestro Phan Hoàng (Nghia Long), Presidente (emigrato in Canada)

Maestro Pham Xuân Tong (Quan Ky), Direttore Tecnico Federale

Maestro Hoâng Nam (Sa Long Cuong), (deceduto)

Maestro Nguyên Trung Hoà (Vo Da), (deceduto)

Maestro Trân Phuoc alias Philippe Tasteyre (Hàn Bai), (ritiratosi)

Signor Bui Van Thinh (Thiên Môn o Zen Vietnamita), (deceduto)

Come risultato di questo primo storico incontro, un Consiglio dei Maestri delle Arti Marziali Vietnamite viene costituito.

In seguito , nel 1972, si unirono al gruppo iniziale anche:

Maestro Trân Minh Long alias Emile Jeanne-Rose (Minh Long), (deceduto)

Maestro Nguyen Tien (Nghia Long)

Maestro Tran Huu Hà (ritiratosi)

Negli anni, a seguito dei decessi di alcuni di questi pionieri, i loro rappresentanti e i Maestri presenti, continuarono sempre a lottare per preservare i metodi al fine di ottenere un riconoscimento dalle autorità nazionali e per lo sviluppo della loro Arte al di fuori della frontiera del Viêt Nam, nei diversi continenti.

 


 

Il Maestro Pham Xuân Tong , fedele all'impegno verso il suo Maestro e il suo metodo, ha fondato, nel 1981, il metodo Qwan Ki Do - Quan Khi Dao e la sua organizzazione internazionale la World Union of Qwan Ki Do - Quan Khi Dao.

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Qualche anno più tardi, questo metodo Qwan Ki Do è divenuto uno dei metodi vietnamiti più diffuso nel mondo. La World Union of Qwan Ki Do conta in oltre 20 anni di esistenza più di 20 Paesi membri e un successo straordinario nelle cinque edizioni dei Campionati del Mondo, tenutesi a Milano in Italia nel 1994, ad Abidjan nel 1998 in Costa d'Avorio, a Berlino nel 2003 in Germania, a Bucarest nel 2007 in Romania, a Rabat nel 2011 in Marocco ed il prossimo nel 2015 in Belgio.

 

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