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La Storia del Viêt Nam e delle arti marziali


Linguaggio e Scrittura

 

rep 06.jpg-dinastia-nguyenLa lingua vietnamita è stata attribuita, secondo alcuni, a un gruppo di lingue cino-tibetane, che è una sorta di unione delle lingue cinese e tibetana (Maspero H. "qualche parola annamita di origine cinese", citata da Trinh Huy Tiên, la personalità del Viêt Nam, Saigon).

Altri preferiscono attribuirla alle lingue austro - asiatiche, dato il tipo monosillabico (una sillaba per parola) e politonale (diverse tonalità), questa ipotesi è la più veritiera o probabile, che è stata recentemente confermata da un gruppo di ricercatori del CEDRASEMI (centro di documentazione e ricerche sul sud - est asiatico e il mondo insulindiano "atlante etno-linguistico, ASEMI, fasc. 1, vol 2°, n° 4, dicembre 1971, p. 59).

 

In effetti l'intonazione gioca un ruolo molto importante nella lingua vietnamita, con i sei toni differenti in ogni pronuncia, utilizzando la stessa parola, questi toni possono modificare completamente il senso di una parola.

Per esempio la sillaba "Ba":

Accento: Senza Acuto Grave Interrogativo Circonflesso Pesante
Sillaba: Ba Ba
Tono: piatto crescente decrescente crescente rotto grave crescente basso pesante
Significato: tre multiplo signora tenere rifiuti disordine

 

Questo complesso principio di accenti è una fonte di omofonia che permette di stabilire tramite la pronuncia l'esatto significato della parola.

Alcuni missionari della chiesa non hanno esitato a utilizzare il pianoforte per abituarsi ad apprendere questa lingua.

L’origine della scrittura e la sua evoluzione

La colonizzazione cinese che è durata pressoché dieci secoli ha fortemente influenzato la cultura vietnamita, durante questo periodo, i caratteri cinesi (Nho Ngu o Han Ngu) dominarono la scolarizzazione e l'amministrazione.

Ottenuta l'indipendenza (939 d. J. C.) il Viêt Nam continuò ad utilizzare i caratteri cinesi. Ma, molto presto, la classe intellettuale ha bisogno di una forma di scrittura indipendente per trascrivere la propria lingua, è così che nasce il Chu Nôm o la scrittura demotica. Il Nôm è un impronta di caratteri cinesi per scrivere la lingua vietnamita, come in occidente i caratteri latini per trascrivere la lingua francese o altre.

La leggenda ha attribuito l'invenzione del Chu Nom a Hàn Truyên un ministro della giustizia sotto il regno di Trân Thai Tôn (1225 - 1257), ma in realtà, il Nôm è l'opera comune dei letterati, che attraverso il tempo si è concretizzata in una scrittura originale, sfortunatamente la struttura del Nôm è stabilita in modo libero senza una base o regole fisse, né codificazioni, la corte non se ne interessò in alcun modo, soprattutto questa forma di scrittura si indirizzava solo a una certa classe intellettuale, e non ha avuto una divulgazione popolare. Lo scacco al tentativo di liberazione della scrittura vietnamita a quella cinese fu dunque inevitabile!

Più tardi, all'inizio del XIV° secolo, il reggente Hô Quy Ly, tentò di rimettere il Nôm a posto, così che nel XVI° secolo, sotto il regno dell'imperatore Quang Trung; ma infine il peso della scrittura cinese (Han Ngu) continuò a imporre il suo posto preponderante unicamente per il rispetto per il confucianesimo (Nho Giao) che regnò come un maestro nella società vietnamita di quest'epoca.

L'avvenimento straordinario che ha definitivamente concretizzato l'indipendenza culturale della lingua vietnamita, fu nel XVII° secolo, con l'arrivo dei missionari occidentali, il Quôc Ngu (scrittura nazionale) nacque, basato sull'alfabeto latino, completato da accenti o segni diacritici per determinare i toni differenti nella pronuncia. Così la scrittura vietnamita conobbe finalmente il suo alfabeto.

Questa scrittura romanizzata Quôc Ngu è composta da dodici vocali semplici, venticinque consonanti semplici e composte, aggiunte a quelle di numerosi dittonghi. Le dodici vocali semplici sono: a, a, a, e, e, i, y o, o, o, u, u , e le venticinque consonanti sono: b, c, g, d, d, g (gh), gi, h. k, kh, i, m, n, hg (ngh), nh, p, ph, qu, .r, s, t, th, tr, u, x.

Grazie al Quôc Ngu, i vietnamiti poterono realizzare questa svolta, la liberazione totale dalla scrittura cinese, non dimenticarono mai il reverendo Alexandre de Rhodes, un prete cattolico, che pubblicò nel 1651 a Roma, un dizionario vietnamita - portoghese - latino (Dictionarium annamiticum lusitanum cum latinum) andò a rivelare a questo popolo una rivoluzione culturale fantastica, l'opera collettiva di Quôc Ngu, divenne ormai la scrittura nazionale all'alba del XX° secolo.

 

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